Arch. GIUSEPPE GENTILI
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Architetto Giuseppe Gentili

Fatti del terremoto 2016


Indice degli articoli:

  1. La vista corta
  2. Responsabilità degli ordini professionali

 

 


LA VISTA CORTA

La vista corta è un difetto, specialmente se stai sul campanile. Il paesaggio è a 360 gradi ma con la vista corta vedi ben poco quindi pensi che il mondo finisca ai piedi del campanile e vedi solo quello che al momento gli gira intorno.

Con il terremoto del 2016 molte sono le viste corte. Da quello che si sente dire in giro, per la nostra zona sono stati stanziati circa 15 milioni di Euro finalizzati alla ricostruzione delle scuole nei Comuni di Gualdo, di San Ginesio e di Sarnano, scuole distrutte dal terremoto. Giusto finanziamento se non fosse sprecato dalla vista corta.

Ogni Comune costruirà le proprie scuole non nel territorio ma nel centro storico, dove erano prima, pensando in questo modo di ridare nuova energia e sviluppo al proprio paese.

Con una somma del genere si potrebbe costruire nella zona artigianale di Pian di Pieca, in comune di San Ginesio, un polo scolastico non solo per i tre Comuni citati ma per tutti quelli limitrofi. Potrebbe essere un supercentro per giovani, un vero luogo di educazione con tutti i servizi connessi tipo palestre centro sportivo auditorium parco e così via. Infiniti sarebbero i servizi concentrati che potrebbero essere costruiti in tale area baricentrica e a confine con tutti e tre i Comuni, servizi che renderebbero veramente moderno il polo scolastico.

Si spera che in futuro i bambini nascano solo nei centri storici e in quantità tale da poter giustificare investimenti di questo genere specialmente in questo periodo di magrissima non di magra. Gli autobus che portano i bambini nelle scuole, se percorrono tre chilometri o sei o nove non fa differenza, ma le scuole con i centri annessi costruiti a Pian di Pieca sarebbero una vera rivoluzione culturale. Si parla tanto di fusione di Comuni poi quando si presenta l'occasione ognuno spera in branchi di cicogne sulla torre del proprio Comune. Non sono d'accordo alla fusione dei Comuni, ma all'accorpamento di tutti i servizi di un Comune si.

Dimenticavo, perché qualcuno potrebbe pensare che un polo scolastico in un'area artigianale sarebbe un controsenso. Certo lo sarebbe se l'area artigianale fosse una vera zona per le attività produttive, ma qui al massimo troviamo il panificio, un caseificio, il gommista e poco altro, il resto è commercio e anche poco.

Il polo scolastico a Pian di Pieca sarebbe l'unica giustificazione perché un'area paesaggisticamente rilevante sia stata urbanizzata, altrimenti non ci sarebbero scuse di sorta. Ma tant'è ognuno farà la scuola nel proprio campanile, bel futuro con tali idee sia per i giovani che per quelli meno giovani. Bel rilancio dell'entroterra e della montagna. Possibile che nessuno si renda conto di un errore così enorme? Altro che vista corta, questa è mancanza di cervello a spese dei cittadini.

5 aprile 2017

arch. Giuseppe Gentili

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RESPONSABILITÀ DEGLI ORDINI PROFESSIONALI

Il terremoto è un evento che incide essenzialmente sulle parti strutturali degli immobili, e proprio per questo è un evento molto pericoloso. E’ evidente che in caso di sisma la parte di finitura e decorativa incide ben poco, oppure in parte molto relativa, sull’incolumità degli abitanti. Il lato strutturale quindi diventa di fondamentale importanza al fine della sicurezza. Su questo punto credo tutti siano d’accordo, anche quelli non specialisti del settore come la gente comune.

Chi può allora essere preposto in maniera esclusiva al controllo, verifica e progettazione di strutture in relazione agli effetti sismici? Non tutte le categorie professionali che si interessano di edilizia, perché alcune di esse non hanno frequentato studi specialistici specifici. Tanto è che solo gli ingegneri e gli architetti possono eseguire i collaudi statici, cioè strutturali, degli edifici e solo dopo che siano passati dieci anni dalla prima iscrizione agli albi professionali. Ora se dopo un terremoto, oppure per la prevenzione ai possibili danni, si porge massima attenzione alle strutture, come mai i lavori di restauro ripristino e ricostruzione post sisma possono essere eseguiti da tutte le categorie professionale del settore? C’è un qualche cosa di “fuori legge nelle leggi” fatte per il post sisma e per la ricostruzione, qualcosa di volontariamente ed illegalmente sottaciuto.

Inoltre ci si può chiedere perché le suddette due categorie degli architetti e degli ingegneri debbono spendere almeno 5 anni di tempo in più di studio rispetto alle altre figure professionale e almeno due anni in più rispetto alle lauree brevi, se alla fine tutti possono fare gli stessi interventi? Non nascondiamoci dietro la tipica frase “secondo le proprie competenze” perché è la tipica presa in giro. Differenziare per legge le competenze significa esaltarle e renderle complementari con la dignità e la complementarietà di ognuna. Il medico e l’infermiere sono due competenze diverse e complementari e nessuno può fare a meno dell’altra, ma nessun infermiere si mette a fare il medico.

Qualche mese fa ho indirizzato un messaggio alla magistratura di Rieti e di Ascoli Piceno nel quale in relazione ai crolli e danni prodotti dal terremoto del 24 agosto 2017 e seguenti; invitavo ad una analisi specifica per categorie professionali al fine di conoscere i professionisti i cui interventi sono crollati sotto l’effetto del sisma. Sicuramente nessuno si farebbe restaurare la casa oppure costruire ex novo da un professionista al quale il terremoto ha già distrutto il lavoro eseguito e crollato per sua negligenza o ignoranza; la sfortuna è rara come la fortuna. Invece questi professionisti, compresi anche architetti ed ingegneri di superficiale preparazione, continueranno a produrre effetti nefasti seguitando ad esercitare la professione.

Gli Ordini Professionali hanno il dovere di spingere il legislatore verso l’emanazione di leggi orientate alla selezione dei professionisti, ci sarebbero i termini per interventi legali sia contro lo Stato che contro gli Ordini Professionali. La presa in giro del famoso elenco dei professionisti, per il terremoto, senza differenziare le mansioni e senza individuare le esperienze e gli studi fatti, ma ammessi solo se hanno pagato i contributi, è stata ed è una “circonvenzione d’incapace” perché lo Stato pensa che siamo tutti sudditi e non cittadini. L’Ordine degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri, avrebbero dovuto difendere gli interessi e la professionalità dei loro iscritti invece di accettare leggi qualunquiste. Forse si è più portati per la politica che per la professione.

La connivenza nell’ignoranza è connivenza nella colpa per danni sismici.

Sarnano 22 maggio 2017

arch. Giuseppe Gentili

 

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